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domenica, 31 maggio 2009

Torna FestambienteSud dal 22 al 25 luglio a Monte Sant'Angelo

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"Giovani energie per un meridione rinnovabile", il titolo della quinta edizione di FestambienteSud, l'ecofestival delle questioni meridionali, appuntamento nazionale che Legambiente dedica al Sud

www.festambientesud.it

postato da: gargano alle ore 08:22 | link | commenti
categorie: festambientesud
martedì, 24 marzo 2009

Assemblea aperta di Legambiente

Invito

Assemblea aperta di Legambiente

DOPO TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO VISTO, A MONTE SANT'ANGELO SI DEVE ANCORA COSTRUIRE?

Si parla ancora di nuove costruzioni nella Città dell'Angelo tra Piano di recupero, Contratto di quartiere, Galluccio, Macchia. Informiamoci e discutiamo.

Martedì 24 marzo, ore 19.00
via Gambadoro 27 (nei pressi di Piazza De Galganis)
Monte Sant'Angelo

postato da: gargano alle ore 09:24 | link | commenti
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martedì, 20 gennaio 2009

Abbazia di Kalena foto RConversanoDecisa all’unanimità la lottizzazione della piana di Kàlena da parte dell’Amministrazione comunale di Peschici, sito sempre risultato inidoneo per gli alti costi di urbanizzazione e per i rischi di alluvioni
La soluzione dell’esproprio, rigettata per decenni, in pochi giorni appare la soluzione primaria per l’edificabilità del territorio.
Ancora una volta nessuno si preoccupa della salvaguardia dei beni culturali come l’abbazia di Santa Maria di Kàlena, datata 872 d.C.
Legambiente chiede alla Soprintendenza di assumersi le sue responsabilità

Opponendosi al ritardo delle istituzioni nelle iniziative di salvaguardia dei beni culturali, Legambiente ha lamentato più volte l’assenza della Soprintendenza nelle vicende dell’abbazia di Kàlena a Peschici, colpevole di aver lasciato mano libera ai comuni ed ai privati.
Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Peschici si è decisa una lottizzazione di edilizia popolare nella piana di Kàlena (in adiacenza della omonima abbazia).
La piana di Kàlena è una zona d’interesse storico paesaggistico caratterizzata dalla presenza dell’abbazia di straordinario valore storico ed artistico, annoverata fra le più antiche d’Italia, ma è anche una zona soggetta ad allagamenti e con alti costi per l’urbanizzazione dei servizi.
“La lottizzazione è una scelta scellerata, che viola il paesaggio, ma anche le regole minime del buon senso, visto che in quel posto si potrebbe costruire solo su palafitte.” - dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. - “Appena qualche giorno fa, abbiamo sollecitato le istituzioni affinché il restauro dell’abbazia di Kàlena fosse considerata priorità assoluta nel piano strategico provinciale. Se questa è la risposta del consiglio comunale posso affermare che siamo completamente fuori strada”.
Legambiente sollecita la Soprintendenza della Puglia ad assumersi tutte le sue responsabilità apponendo il vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta sull’intera area.
La lottizzazione, secondo la maggioranza, dovrebbe essere realizzata allo scopo di dare un segnale forte contro l'abusivismo e mirare all'economicità del prezzo delle case, oltre al tentativo di creare lavoro ed affrontare la disoccupazione.
Legambiente invita la maggioranza a cambiare idea sull'individuazione del sito lasciando Kàlena incontaminata, attraverso la scelta di un'altro terreno.
“La lottizzazione prevede l’esproprio dei terreni dalla famiglia che è proprietaria anche dell’abbazia. Esproprio che da sempre è stato chiesto come la soluzione dell’annosa situazione per la tutela monumentale e paesaggistica di Kàlena.” – aggiunge Franco Salcuni, della segreteria regionale di Legambiente – “Per decenni nessuno ha voluto parlarne, e oggi si decide in modo estemporaneo per la distruzione di quell’angolo di paradiso garganico. Avevamo ragione quando affermavamo che sul Gargano si fanno miracoli per il cemento, ma assolutamente nulla per la tutela”.

L’ufficio stampa: 328 75 69 809


postato da: gargano alle ore 15:38 | link | commenti (1)
categorie: kalena
giovedì, 15 gennaio 2009

Aiutateci a trovare Alessandro Ciavarrella

alessandro_ciavarrellaMonte Sant'Angelo - Non torna a casa da Domenica 11 Gennaio, quando uscì alle dieci del mattino per incontrare un amico. Quell'amico non l'ha mai incontrato...

 Alessandro è un ragazzo di 17 anni di Monte Sant'Angelo. Alto circa 1,78 m. Indossava un giubbotto nero e jeans. È stato avvistato l'ultima volta verso le dieci del mattino vicino al Byron Cafè di Monte Sant'Angelo.

Aiutateci a ritrovarlo: la sua famiglia lo cerca ormai da giorni, e si è appellata a noi.

 

Chiunque lo incontri o possa fornirci maggiori informazioni, è pregato di contattarci:

ildiariomontanaro@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

329-7325279

348-6186056


postato da: gargano alle ore 09:17 | link | commenti
categorie: monte santangelo

Quello che il Gargano non può più permettersi

di Franco Salcuni, da "l'Attacco" del 9 gennaio 2009

Il Gargano ce la farà? Chi vivrà vedrà. La direzione da seguire mi sembra chiara.
Primo, evitare gli errori del passato. Il Gargano è stato devastato dalla speculazione edilizia. Il cemento non è la soluzione, nè il mezzo. Occorre esplorare altre strade. Partire, forse, dalla vitalità del cosiddetto privato sociale. Potrebbe essere un inizio, ma non basta. Per usare una metafora da new economy, occorre investire sul software, cioè sui programmi, e non solo sull’hardware, ovvero sulla macchina, sulle strutture o infrastrutture. E’ vero, le strade, gli alberghi, le case. Ma se tutta la politica si concentra solo su quello ci ritroviamo solo case, strade, alberghi. E ci perdiamo, l’ambiente, l’identità, la cultura, la coesione sociale, gli abitanti e i turisti.

E poi quali sono le vere infrastrutture di cui il Gargano ha bisogno? Il divario digitale l’abbiamo colmato? Il sistema della viabilità lenta, dopo anni di parco nazionale, a che punto sta? I servizi sociali e formativi in che condizioni sono? Il sistema culturale locale come è organizzato? A che punto è il sistema turistico locale? Il Parco nazionale del Gargano quanta strada deve ancora fare per dirsi una realtà vera, presente, capace di guidare il Gargano e non solo farsi guidare dalle dinamiche politiche consolidate? Anche queste sono infrastrutture. Qualcuno ci sta lavorando?

Occorre fermare l’emorragia dei garganici. Vanno via. Soprattutto i giovani. Vanno via per cercare un lavoro o per studiare. E poi non tornano. Quelli che restano spesso soffrono. E non investono sul territorio. Né energie, né attenzioni, né denaro. Capitale sociale esportato e mai più disponibile. Le associazioni, quelle che ancora resistono, lottano, producono idee, cultura e coesione sociale. Spesso sono sole e contro tutti. Le scuole formano i giovani, spesso affrontando il lavoro educativo con coerenza, correttezza, dedizione. Ma gli altri?

Le lobbies del cemento si sono impadroniti della politica. Si riesce solo a costruire. Anche se le procedure sono difficili, gli investimenti difficoltosi da mettere insieme, le dinamiche aggregative complicate da innescare. Le leggi contrarie. La politica lavora per superare tutte le difficoltà e fa i miracoli. Per il cemento.

Per le altre cose non si fanno miracoli. Ma neanche le cose minime. Quelle di buon senso, facili facili. Niente. Solo errori.

Basta guardare lo stato dei beni culturali. Sarebbe un errore assoluto (il male assoluto!) non dare priorità al restauro di Kalena sul piano strategico provinciale. Lo dico al sindaco di Peschici. Una persona che stimo. Peschici ha bisogno di ripartire da Kalena. Che sta crollando. Luogo simbolico della identità garganica. Della sua storia. Perchè Kalena è diventata, negli anni, un mistero più intricato dei segreti di Fatima? A me le cose sembrano semplici. Più semplice che costruire un porto, un aeroporto, l’ennesimo villaggio turistico. Kalena è la priorità.

Come lo è il centro storico di Vico del Gargano. Il centro storico è la ripartenza per quella comunità e per il Gargano intero. L’albergo diffuso, la cultura, l?identità di quel pezzo di territorio vale molto di più di un nuovo quartiere, di un nuovo albergo.

Lo è il centro storico di Monte Sant?Angelo, attenzionato dall’Unesco. Scommettiamo che sul Piano strategico provinciale il Comune di Monte Sant’Angelo dirà che per il futuro della città Dell’angelo è più importante la piana di Macchia che non il suo centro storico, i suoi monumenti, il suo santuario? Dopo i proclami della retorica Unesco noi aspettiamo la prova dei fatti. Che cosa sarà finanziato con i soldi di Capitanata 2020? Il centro storico o la piana di Macchia per creare i presupposti per una nuova ondata di cemento? L’ennesima, che allontana schifati i turisti e i giovani cittadini?

Le associazioni e la cultura del Gargano devono cominciare a parlare chiaro. La discussione nominale su cosa è Gargano e cosa non lo è, non mi appassiona. Piuttosto mi sembra una stupida perdita di tempo. Vorrei che il mondo del privato sociale, le donne e gli uomini di cultura, il mondo dinamico della informazione e della comunicazione, il sistema delle imprese della qualità, che sul Gargano non è maggioranza, ma esiste eccome in agricoltura e nel turismo, dica chiaramente a se stesso e agli altri se questo Gargano, governato con una mentalità vecchia, è pronto a voltare pagina.

Certo, a risvegliarci dal sogno di un Gargano diverso ci sono i morti ammazzati. Cui la codardia delle istituzioni locali non risponde neanche con una parola, chiara, semplice e gridata con forza. Di condanna. Solo un assordante e tragico silenzio.

postato da: gargano alle ore 09:13 | link | commenti
categorie: gargano
venerdì, 09 gennaio 2009

L'anno che verrà: le sfide di Legambiente, Arci e Diadio Montanaro per dare un futuro a Monte Sant'Angelo

sfregio alle case a schiera"L'anno che verrà: passare per l'informazione per costruire partecipazione" è il titolo dell'incontro organizzato dal Patto associativo per Monte Sant'Angelo tenutosi il 29 dicembre 2008 presso il Museo Tancredi di Monte Sant'Angelo. Una sala affollata ha partecipato per quattro ore al confronto coordinato dal giornalista Piero Paciello e introdotto dai rappresentati delle associazioni promotrici, Domenico Prencipe, Nicoletta La Torre, Franco Salcuni. La politica locale era rappresentata dai capigruppo in consiglio comunale dei principali accorpamenti di maggioranza e opposizione, Pasquale Palumbo del gruppo del Partito Democratico e Giovanni Granatiero del gruppo di maggioranza Uniti per Monte.

Fame e sete di partecipazione, inadeguatezza di una visione politica centrata sul mattone e allergica al confronto, stanchezza per il declino inesorabile di Monte, determinazione e voglia di reagire, spazi per l'associazionismo, questi i temi emersi nel dibattito.

Il patto associativo ha chiamato i cittadini a informarsi e a discutere delle questioni principali che segneranno l'anno nuovo. Dando un segnale forte: se la politica pensa di poter decidere da sola questo non le sarà permesso.

Quattro le questioni principali messe sul tavolo della discussione:

Piano strategico provinciale. Il comune di Monte ha presentato le proposte progettuali per Capitanata 2020 senza discussione con l'opposizione consigliare, con le associazioni e con la città, presentando, a detta di tutti gli intervenuti, progetti vecchi, inopportuni e sicuramente non prioritari. Ad eccezione del progetto per il centro storico, che andrebbe in linea con la candidatura Unesco, gli altri sono progetti di infrastrutture che le associazioni ritengono inutili e devastanti, come il raddoppio della strada corta per collegare Monte a Macchia, la strada per la valle di Carbonara per collegare direttamente Mattinata con San Giovanni Rotondo, la "ristrutturazione della costa di Macchia" a dir poco sospetta dopo la vicenda Chianca Masitto. Addirittura ilarità nella platea ha suscitato la notizia che tra i progetti presentati ci sia una funivia da Macchia a Monte. Il capogruppo Granatiero ha assicurato che per la scelta delle priorità, visto che al massimo uno sarà il progetto finanziato, sarà resa protagonista la cittadinanza e saranno consultate le associazioni. Legambiente Arci e il diario Montanaro hanno manifestato il loro pensiero: l'unico progetto presentabile e plausibile è quello che riguarda il centro storico, però fatto con modalità conservative e non devastanti. Gli altri vanno ritirati, perché attualmente impresentabili.

Contratto di quartiere. Monte Sant'Angelo si è aggiudicata un finanziamento di cinque milioni di euro. La discussione è stata interessante perché si facevano notare due incongruità che fanno pensare al progetto montanaro come una truffa politica. La prima è che porta il nome del Rione Junno quando invece non prevede nessun intervento nel centro storico. L'altro è che per ottenere questi finanziamenti il comune deve obbligatoriamente autorizzare la costruzione di altri 70 appartamenti, peraltro in aree tipizzate a verde (le ultime non occupate da palazzi con l'artificio dell'articolo 51), in una città in calo demografico che negli ultimo quattro anni ha cantierizzato circa mille nuovi alloggi. Qualcuno faceva notare che quel denaro potrebbe essere utilizzato per finanziare il recupero del centro storico, vista la disponibilità manifestata dall'assessore regionale all'urbanistica a rivedere il progetto.

Piano Urbanistico Generale. Per quello che riguarda il futuro dell'urbanistica a Monte Sant'Angelo sarà fondamentale la discussione che maturerà per il nuovo Piano Urbanistico Generale. Legambiente ha denunciato la gravità del fatto che da tre mesi ha avanzato richiesta formale del documento preliminare che il prof. Karrer ha presentato al comune. Questa copia non arriva. Le tre associazioni si chiedono se questo gesto è la premessa della qualità della discussione che ci aspetta, con la politica che non solo non cerca il confronto, ma che addirittura cerca di ostacolare in qualche modo?

Ex cinema Piemontese. Per quanto riguarda l'intenzione da parte dell'amministrazione comunale di comprare l'ex cinema Piemontese, le tre associazioni manifestano la necessità di un confronto preliminare, per capire assieme alla comunità quali sono le reali esigenze della cittadinanza. Sicuramente va scongiurata una nuova speculazione edilizia, con la costruzione di appartamenti a un passo dalla Celeste Basilica.

Di questo e di altre questioni si è discusso. Granatiero ha dato segnali di apertura, peraltro convocando, in qualità di presidente della commissione consigliare ambiente Legambiente e Arci per un confronto continuo nella commissione da lui presieduta. Il Patto associativo apprezza la pacatezza e la disponibilità del consigliere Granatiero, ma si chiede due cose.

Queste apprezzabili aperture e disponibilità al dialogo sono condivise anche dal sindaco e dalla giunta? E poi, perché non audire anche il diario Montanaro con Arci e Legambiente?

I promotori dell'incontro hanno chiesto subito, entro gennaio, un segnale di disponibilità e apertura verso la partecipazione e una nuova politica, chiedendo di fare cinque cose concrete:

1. la prima è apporre, nel prossimo consiglio comunale, il vincolo di inedificabilità assoluta negli orti periurbani. Sarebbe assurdo, nell'anno della candidatura Unesco, tenere gli orti ancora edificabili come lo sono adesso.

2. La seconda è di far partire le ordinanze per il ripristino dello status quo ante nel centro storico, soprattutto li dove i tetti in coppi sono stati sostituiti con tetti in tegole. Anche questo sarebbe un bel segnale per l'unesco. Per testimoniare che davvero crediamo in un rapporto diverso con il centro storico.

3. Poi una richiesta banale: rispondere alle lettere di associazioni e cittadini è un obbligo di legge e va fatto entro trenta giorni. Perché una richiesta di informazioni e di atti avanzata da Legambiente tre mesi fa è rimasta ancora inevasa?

4. Bloccare i lavori di chiancamasitto che ancora vanno avanti con le ruspe e come se i cittadini non avessero detto nulla. Occorre sedersi attorno ad un tavolo per capire, con i cittadini, come mitigare gli effetti di quell'intervento.

5. Far capire alla cittadinanza ed alle associazioni le modalità di accesso all'auditorium delle clarisse e alla biblioteca comunale. L'auditorium è un bene pubblico? allora perché le associazioni devono pagare 200 euro per potersi riunire ed organizzare eventi? così si rischia di negare l'accesso della sala a cittadini e associazioni.

Queste le cose che le associazioni del Patto chiedono vengano fatte entro il mese di Gennaio.

Ringraziando Piero Paciello per aver coordinato i lavori, la cooperativa Ecogargano per aver concesso l'utilizzo della sala del Museo, Bernardo Bisceglia per aver messo a disposizione il service,

Legambiente Arci e il Diario Montanaro augurano ai cittadini, alle istituzioni, alle associazioni, agli organi di stampa un felice 2009


Patto associativo per Monte Sant'Angelo

Arci Nuova Gestione, il diario Montanaro, Legambiente

postato da: gargano alle ore 07:25 | link | commenti
categorie: monte santangelo
mercoledì, 31 dicembre 2008

L'ultima tartaruga dell'anno si chiama Pace

IMG_37il Centro TARTANET per il Recupero della Tartaruga Marina di Legambiente supera quota 100 ospiti

Con la fine del 2008 sale a 107 il numero di Tartarughe Marine recuperate e monitorate dal CRTM di Manfredonia, gestito da Legambiente nell'ambito della Rete TARTANET. L'ultima arrivata, il 30 dicembre, è stata battezzata Pace. Si tratta di un esemplare di Caretta caretta di 50 cm di lunghezza e 23 Kg di peso. È in buone condizioni ed è stata recuperata da Raffaele Salvemini, pescatore di Manfredonia, al largo di Vieste.

postato da: gargano alle ore 06:28 | link | commenti
categorie: comunicati, tartanet
giovedì, 25 dicembre 2008

AUGURI

auguri

postato da: gargano alle ore 10:41 | link | commenti
categorie:
martedì, 16 dicembre 2008

Dibattito su Chiancamasidd

Mercoledì 17 Dicembre, alle ore 18:00 presso il museo "Tancredi" di Monte Sant'Angelo, incontro-dibattito sui fatti di "Chianca Masitto".

Interverranno:

Andrea Ciliberti, Sindaco di Monte Sant'Angelo

Franco Salcuni, segreteria di Legambiente Puglia

Domenico Prencipe, direttore de "il diario Montanaro"

Domenico Ioli, responsabile "ARCI Nuova Gestione" di Monte Sant'Angelo.

L'incontro è stato promosso con lo scopo di comprendere se i lavori siano stati svolti nel rispetto del luogo e quali sono state le motivazioni che hanno spinto i responsabili a promuovere tali lavori.

Si potevano svolgere diversamente? Si poteva coinvolgere in qualche modo la cittadinanza, che ora sente violato "il mare dei montanari"? Queste ed altre tematiche emergeranno durante il dibattito.

Gli interventi saranno brevi e mirati, e sarà dato ampio spazio a domande e considerazioni da parte dei cittadini.

Tutta la cittadinanza è invitata.

postato da: gargano alle ore 09:04 | link | commenti
categorie: monte santangelo
giovedì, 11 dicembre 2008

Distrutto con le ruspe il paradiso della costa di Macchia: Chiancamasidd

chianca_m4Intervento scelerato. Così si distrugge ciò che ha pregio, per creare luoghi senza valore

Legambiente quattro anni fa chiese che l'amministrazione comunale facesse uno studio sulle coste. Lo studio fu fatto dallo IAM. Ma è sparito.

I montanari sentivano quel posto come il loro mare. Ne amavano tutto: la quiete, la naturalità, la storia. E si, perchè a Chiancamasidd sbarcarono i pirati saraceni quando, in una serena alba di un giorno qualunque della prima metà del seicento, da terra attaccarono e saccheggiarono Manfredonia. E più di recente era il luogo del bagno del bestiame, dove l'acqua di mare sanava gli animali che almeno una volta all'anno venivano portato "al mare".
Ora è irrimediabilmente distrutto in nome di una idea devastante di sicurezza. Sono intervenuti nel peggiore dei modi, con le ruspe, frantumando gli scogli e tagliando la costa alta. Da anni le amministrazioni pensano che per rilanciare il turismo balneare a Macchia si debba intervenire con i mezzi pesanti. Per creare sicurezza e per fare spazio a "spiaggette" che durano il tempo che arrivi una mareggiata. Interventi da macellaio su un territorio dove, per mettere in sicurezza, servono piuttosto dei bravi chirurghi. Una cosa è certa. I turisti e i montanari apprezzano ben altro che questa specie di cava, quale ormai è diventata la nostra Chiancamasidd...
Legambiente chiede all'amministrazione comunale di Monte SAnt'Angelo, il blocco immediato dei lavori, la copia del progetto dell'intervento a chiancamasidd e la lista di eventuali progetti simili in corso di autorizzazione.
Ricorda che la passata amministrazione, che probabilmente ha approvato nel silenzio questo intervento, aveva commissionato, su nostra esplicita richiesta, uno studio sulle coste all'Istituto Agronomico del Mediterraneo, per fornirsi di uno strumento di analisi scientifica prima di affrontare qualsiasi ipotesi di intervento. Che fine ha fatto quello studio? In quale cassetto è nascosto? Perchè si è voluto intervenire senza attendere gli esiti di quello studio, come invece era stato assicurato a Legambiente? Quali interessi si celano dietro questa incresciosissima vicenda?

Legambiente circolo FestambienteSud di Monte Sant'Angelo

postato da: gargano alle ore 01:38 | link | commenti (1)
categorie: mare, coste, monte santangelo, ecomostri