I lavori preliminari per la costruzione della centrale non potranno proseguire
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San Severo - Poche ore fa il Tar Puglia ha respinto, con un provvedimento molto articolato, il ricorso presentato dal legale rappresentate della EN PLUS, Renato Sturani, per ottenere l’annullamento previa sospensione dell’ordinanza urgente del Comune di San Severo del 3 gennaio scorso, adottata per la tutela dell’ambiente e, soprattutto, della sicurezza e della salute pubblica locale, per avere così la possibilità di riprendere i lavori preliminari per la costruzione della centrale termoelettrica in località “Masseria Ratino” dell’agro sanseverese. E’ un indubitabile passo in avanti per le posizioni anticentrale del Comune di San Severo, che ha espresso tutta la sua moderata ma viva soddisfazione attraverso una dichiarazione del Sindaco, Michele Santarelli, in rappresentanza dell’intera Giunta e di tutti i partiti dell’attuale maggioranza: “Abbiamo sempre avuto fiducia – ha dichiarato Santarelli - in una sentenza favorevole del Tar Puglia, perché le motivazioni che hanno spinto e spingono quest’amministrazione sono fondate sotto il profilo giuridico e sacrosante sotto il profilo socio-politico.
| di Giovanni Clemente per www.mattinatesi.it | |
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Cara Redazione, |
di Antonio Latino
Apprendiamo compiaciuti, e nello stesso tempo meravigliati, dalle cronache relative alla nostra piccola cittadina, che la morte dell’architetto Fabrizio Giovenale ha fatto, nelle scorse settimane il giro del paese, ma quanto mai appropriata risulta in questo caso l’esclamazione manzoniana, soprattutto tra i più giovani, che recita: Carneade, chi era costui?
Infatti, eccezion fatta per pochi e attempati ormai addetti ai lavori tra tecnici e politici, nessuno a Mattinata si ricorda più di quell’autunno caldo che vide protagonista questo famoso professionista.
commento di Franco Salcuni, coordinatore di Legambiente sul Gargano
Molti si chiedono se stiamo assistendo ad un feroce scontro istituzionale all'ombra della Presidenza del Parco.
Il centrosinistra si accorge di essere diventato maggioranza anche sul Gargano, dopo esserlo diventato nella Regione Puglia e nell'intero Paese e decide di cominciare l'assalto “all'ultimo fortino” controllato dal centrodestra, come un autorevole esponente dell'UDC garganico ha definito il Parco nazionale del Gargano.
L’UNIONE ABBANDONA LA COMUNITA’ DELL’ENTE, IL CENTRO-DESTRA INTERPRETA A SUO MODO LA LEGGE QUADRO SULLE RISERVE NATURALI – L’INTERVENTO DEL SINDACO DI SAN MARCO IN LAMIS MICHELANGELO LOMBARDI. CHIESTO L’ALLONTAMENTO DI D’ANELLI
SAN MARCO IN LAMIS (FG). I sindaci del centro-sinistra contro la Comunità del Parco Nazionale del Gargano, gestita attualmente da una coalizione ibrida di centro-destra. Lo scorso 12 febbraio, dopo un duro scontro in aula, i primi cittadini dell’Unione hanno abbandonato il Parco per protesta dichiarando nulla, a loro parere, la seduta perché convocata dal Presidente Carmine D’Anelli, sindaco di Rodi Garganico, in maniera non rispettosa delle normative in materia. Sul caso interviene il sindaco di San Marco in Lamis, il diessino Michelangelo Lombardi, tra i massimi fautori del “ribaltone” alla Comunità del Parco, vanificato dalle astuzie tecniche di D’Anelli e del centro-destra.

Appello di Legambiente al sindaco Mangiacotti
Dopo la nostra iniziativa di pubblicare il calendario “Nature morte” che mostra un territorio abbandonato e deturpato, il sindaco di San Giovanni Rotondo, Salvatore Mangiacotti ha dichiarato: “l’iniziativa è importantissima perchè funge da stimolo per tutti. L’indignazione verso un territorio trattato in malo modo è reciproca, e chi rappresenta il territorio ne resta sconvolto”.
Ed è con grande soddisfazione che accogliamo questa dichiarazione del nostro primo cittadino sperando che alla semplice dichiarazione di intenti faccia seguito un’azione mirata e puntuale per la rinascita ambientale della nostra città.
Caro Presidente Gatta, le spieghiamo noi la vicenda di Torre Mileto
Legambiente, esprimendosi in merito al futuro del porto industriale di Manfredonia, di cui si è discusso ieri in una conferenza di servizi convocata dalla Provincia di Foggia, ritiene sia opportuno accelerare la redazione di un buon progetto di recupero dell'infrastruttura, strategica per le dinamiche economiche del territorio. Non prima però di aver operato delle scelte chiare sul futuro della portualità industriale e commerciale a servizio dell'intera Capitanata. "Condividiamo la proposta di Campo di pensare ad un porto non imbrigliato in relazioni con singoli progetti industriali. Un'infrastruttura deve essere a servizio dell'intero territorio, flessibile e attrezzata per un utilizzo il più largo possibile, condizione unica per assicurare un futuro al porto" dichiara Franco Salcuni, che aggiunge: "La mancanza di indirizzo politico per l'area retroportuale sta provocando molti danni al territorio, poichè nelle more che si decida il destino del porto le amministrazioni comunali prendono decisioni che possono rivelarsi non compatibili con lo sviluppo della portualità industriale.