mercoledì, 18 luglio 2007

FestambienteSud: Conferenza stampa di presentazione del programma

VENERDI' 20 LUGLIO, ALLE ORE 11.00 PRESSO LA SEDE DEL TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, IN VIA IMBRIANI A BARI. GUARDA LO SPOT

FestambienteSud 2007

INVITO CONFERENZA STAMPA

SI TERRA' LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA DI FESTAMBIENTESUD 2007
TEATRO CIVILE FESTIVAL, VIAGGIO ATTRAVERSO LA MUSICA TRADIZIONALE DEL GARGANO INTERPRETATO DA GRANDI NOMI QUALI GIOVANNA MARINI E TEO CIAVARELLA, INCONTRI E DIBATTITI LETTERARI CON GLI AUTORI DI NOVITA' EDITORIALI DI SUCCESSO.

FESTAMBIENTESUD, IL NUOVO MODO DI FESTEGGIARE L'AMBIENTE

Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia
Carmelo Grassi, Presidente del Teatro Pubblico Pugliese
Franco Salcuni, Direttore di FestambienteSud
Mariateresa Surianello, Direttore artistico del Teatro civile festival di FestambienteSud
Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia

Sono stati invitati i Partner di FestambienteSud

Luigi Lepri, presidente della Camera di Commercio di Foggia; Carmine Stallone, Presidente della provincia di Foggia; Andrea Ciliberti, Sindaco di Monte Sant'Angelo; Nicola Pinto, Presidente della Comunità Montana del Gargano; Pietro Salcuni, Presidente di Coldiretti Puglia; Nicola Vascello, commissario dell'Apt di Foggia; Antonio Salandra, presidente di Fortore Energia; Filadelfio Cammarano, amministratore delegato di Elettronica Gelbison;

DAL 25 AL 29 LUGLIO NEL CENTRO STORICO DI MONTE SANT'ANGELO (FG) SUL GARGANO EVENTI UNICI E PRIME ASSOLUTE AL FESTIVAL NAZIONALE DI LEGAMBIENTE PER IL SUD ITALIA. LA FESTA SARA' VIRTUALE SU "SECOND LIFE", NELL'AREA ECOPOLIS CURATA DA LA NUOVA ECOLOGIA

Per Informazioni

Ufficio Stampa
Mariapia Ebreo
tel. 3492925801
uffuciostampa@festambientesud.it


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categorie: comunicati, festambientesud
martedì, 17 luglio 2007

Promosse dal passaggio di Goletta Verde le acque di balneazione della provincia di Foggia

tartarughe_liberazione 012Manfredonia, 16 luglio 2007

Quasi la totalità dei prelievi è risultato non inquinato. Leggermente fuori dai limiti solo Cala delle Arene, alle isole Tremiti. Legambiente riconferma anche in Puglia la situazione critica dei corsi d’acqua italiani e rilancia il Parco Regionale del Fiume Ofanto come strumento di tutela

Prima tappa pugliese per la Goletta Verde di Legambiente, la campagna di monitoraggio delle acque di balneazione realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Buona la situazione emersa nella prima provincia pugliese, quella di Foggia, dove i campioni d’acqua prelevati dai tecnici di Legambiente non hanno riportato dati fuori dai limiti previsti, risultando tutti non inquinati, meno che quello relativo alla cala delle arene, alle isole Tremiti, fuori dai limiti previsti, ma solo di poco. Ventuno i prelievi eseguiti lungo la costa, più due presso le foci dei fiumi Candelaro e Ofanto, rispettivamente inquinata e leggermente inquinata. Così anche la provincia di Foggia conferma la necessità di un occhio di riguardo ai corsi d’acqua, a causa dell’inquinamento trasportato dall’entroterra al mare. Anche se le foci sono zone interdette alla balneazione, i biologi di Legambiente le monitorano, per valutare il loro apporto inquinante. I dati di Goletta Verde rappresentano un’istantanea scattata al mare della penisola, per sorvegliare le acque dalla presenza di coliformi fecali e streptococchi fecali, batteri-spia della pressione antropica sul mare, come previsto dalla legge italiana (Dpr 470/82). Inoltre i tecnici di Legambiente ricercano già da tre anni la presenza di Escherichia Coli, batteri che vivono nell’intestino umano, indicatori nella direttiva europea 2006/7/3, che l’Italia dovrà recepire entro il 2008.
I dati sulla salute del mare lungo le coste della prima provincia pugliese sono stati diffusi nel corso della conferenza stampa di questa mattina, che si è svolta a bordo della Goletta Verde, ormeggiata al molo di ponente del porto commerciale di Manfredonia. Alla conferenza erano presenti Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde; Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia; Enzo Renato, presidente di Legambiente Manfredonia; Sandro Luchetti, responsabile del progetto Tartanet per Legambiente e Salvatore Sergi, di Vodafone Italia.
“Il mare della provincia di Foggia è risultato pulito in tutti i punti di prelievo esaminati – ha dichiarato Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde –. Anche il mare del Gargano, che l’anno scorso era risultato inquinato in alcuni punti, quest’anno è stato promosso dalla fotografia scattata dai nostri tecnici. Il dato a cui prestare attenzione è invece il leggero inquinamento riscontrato su uno dei prelievi effettuati alle isole Tremiti. Seppure si tratta di un lieve superamento dei limiti di legge – conclude Zampetti - con l’aumento della pressione antropica legata al flusso turistico, prevista per le prossime settimane, la situazione potrebbe aggravarsi se non si interviene per tempo”
Il dato relativo alle foci ci ricorda l’annoso problema dei corsi d’acqua che riversano l’inquinamento dell’entroterra in mare. Una costante su cui è necessario l’intervento non solo dei comuni costieri ma anche di quelli più interni.
“La tutela dei corsi d’acqua, dalla sorgente alla foce – ha commentato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - è il primo passo per risolvere il problema dei fiumi. Per questo siamo sempre stati in prima linea per la promozione e l’istituzione del Parco Regionale del fiume Ofanto. Quindi non possiamo che essere soddisfatti della legge regionale approvata in giunta in questi giorni di cui a breve si aspetta la pubblicazione, perché entrino in vigore le norme di salvaguardia sul fiume. Ma al tempo stesso esprimiamo la nostra preoccupazione per il progetto che prevede la costruzione di un insediamento residenziale per una volumetria complessiva di 459.507 metri cubi alla foce dell’Ofanto. In netto contrasto – conclude Tarantini – non solo con il parco fluviale ma anche con le principali norme di sicurezza riguardando un’area ad alto rischio di inondazione e prossima alla linea di costa, un pericolo troppo grande per la sicurezza delle infrastrutture e degli stessi residenti”.

La Goletta Verde di Legambiente lascerà Manfredonia questo pomeriggio per dirigersi in serata su Trani, dove verrà accolta dal locale circolo di Legambiente e dal circolo di Trani della Lega Navale Italiana. Il giorno successivo, il 17 luglio sarà la volta di Monopoli. Oltre a diffondere i dati sulla qualità delle acque di balneazione, in occasione della prima tappa pugliese sono state liberate le tartarughe marine curate dal centro di recupero, allestito nell’ambito del progetto Tartanet di Legambiente. Da pochi giorni, sempre grazie a questo progetto, è attivo il numero verde della Europe Assistance 800904841, per segnalare eventuali avvistamenti di tartarughe marine spiaggiate, ferite o in difficoltà.

Prossimo appuntamento con Legambiente sarà “Festambiente Sud”, cinque giorni di teatro e d’impegno civile, dal 25 al 29 luglio, in uno spazio teatrale a basso impatto sul clima, perché a basso consumo di energia elettrica e a emissioni ridotte di Co2 nell’atmosfera. Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo di posta elettronica info@festambientesud.it e www.festambientesud.it.

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categorie: mare, goletta verde
venerdì, 06 luglio 2007

Ipocomunicazione ambientale e FestAmbienteSud

di Federico Ceschin

Anche l'ultima volta che sono salito a bordo di un treno avevo con me le riviste ed i quotidiani che accompagnano sempre i miei spostamenti. Alcuni tra questi, pur lasciati sul sedile accanto, "comunicano" agli estranei i miei interessi e -- ancor più -- i valori che contraddistinguono un'esistenza spesa ad alimentare competenze e professionalità da porre al servizio della P.A. sul fronte della sostenibilità dello sviluppo. Il signore che siede di fronte a me, sogghigna: lo scopro varie volte, più motivato dalla noia del viaggio che malevolo, a guardare le varie pubblicazioni e gli inviti a convegni che intasano la mia casella, appena vuotata nel vicino ufficio postale, di fronte alla sta-zione della minuscola frazione di provincia in cui mi sono relegato per rifuggire i ritmi della città. "Ma cosa avete ancora da dire, in tutti questi convegni?", mi chiede ad un certo punto. "Sono vent'anni che la menate con i catastrofismi, con gli appelli più o meno accorati, speculando su ogni disgrazia...".
Per chi conosce la mia natura, non è un mistero quanto ritenga inopportuno mettermi a discutere con gli sconosciuti senza altro pretesto che il tempo da far trascorrere su un mezzo pubblico. Ma le deduzioni che hanno condotto il gentile signore ad un attacco frontale meritano rispetto, o almeno ascolto: "Non fate più notizia!", conclude.

Tornato solo, trovavo i miei pensieri catapultati nuovamente al punto di partenza, quando la rivoluzione del pensiero globale era ancora di là da venire, la comunicazione non era ancora una disciplina (in Italia, per alcuni aspetti, non lo è ancora) e le tematiche ambientali riuscivano a "forare" il muro impenetrabile dei media quasi soltanto in negativo, quando la natura offriva segni evidenti di ribellione ad un modello di sviluppo senza presente né futuro.
Mille ricordi: petizioni, manifestazioni, referendum, occupazioni, timidi tentativi editoriali, tutti spazzati via dall'era di Internet, ora che sembra sufficiente un forum oppure una mailing list per sensibilizzare e mobilitare grandi numeri di persone.
Ma che ne è stato di noi e delle nostre "battaglie"? Possiamo davvero dire che appartengano al passato? Trascorso questo tempo, siamo in grado di giudicarle per ciò che hanno rappresentato nella generazione di una nuova più ampia responsabilità sociale? Possiamo misurare o rappresentare verosimilmente il loro impatto sulle dinamiche dello sviluppo, almeno in ambito locale?

Mentre penso a tutto questo, che forse non merita lo spazio della pubblicazione, nemmeno virtuale, proseguo in treno la lettura dei miei quotidiani. Sfoglio le pagine in cerca di notizie che non trovo. Cronaca nera, cronaca rosa, cronaca politica (che ormai è un mix delle prime due) e cronaca internazionale: finalmente troverò qualcosa sul G8...
Poco o nulla. I Grandi del pianeta si incontrano per parlare -- tra l'altro -- di mutamenti climatici, ma al lettore non arriva nulla più di qualche modesta espressione di soddisfazione degli ambientalisti di fronte ad una "bozza" programmatica che rinvia al 2050 l'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. Entro quella data probabilmente non ci sarò più, ma scommetto sin d'ora che riusciranno a posticipare gli impegni, se anche quella "bozza" dovesse diventare un atto ufficiale (se perdo la scommessa, saprete dove venire a cercarmi ma non so se potrò onorare il debito).
Sono dunque diventato più disfattista del signore che nel frattempo è sceso dal treno?
Vorrei credere di no. Ma rimane il fatto che su Internet (e solo su Internet) avevo finito di leggere non più tardi di qualche sera prima il dossier della WMO -- l'Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia delle Nazioni Unite -- sui livelli di inquinamento delle città italiane. Le quali risultano essere le più inquinate d'Europa, con livelli di polveri fini da panico, il cui effetto è responsabile di ottomila o diecimila morti ogni anno, con un trend in aumento. Il treno che mi trasportava a Milano mi avrebbe consegnato ad una periferia in cui il livello di pm10 è dieci volte superiore alla soglia tollerabile! Altro che 2050...

E quindi? Sono forse io un allarmista? E' l'Organizzazione Mondiale della Sanità a fare del terrorismo? Oppure sono i giornalisti troppo impegnati a seguire i vari reality che la cronaca propone per segnalare questi dati alla pubblica opinione? E i governi cosa fanno? E le amministrazioni locali? Alternano le targhe per rimpinguare le casse comunali con qualche sanzione amministrativa in più e riuscire a pagare le rate delle nuove auto blu?

Tra meno di un mese si alzerà il sipario, è il caso di dirlo, su FestAmbienteSud: un appuntamento molto importante per proseguire un percorso di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità dello sviluppo, anche e soprattutto nel Mezzogiorno, che pur ancora non soffre concentrazioni di pm10 da paura, ma che deve fare i conti quotidianamente con il presidio del territorio per evitare nuovi scempi.
Agli organizzatori il mio personale invito: fate che il sipario non si abbassi! Mai più!
La cultura è l'unico strumento possibile per far fronte alla inconsapevolezza della pubblica opinione ed alla insipienza di chi la dovrebbe informare e governare: venga il teatro, venga il jazz, vengano i convegni ed i concerti. Non soltanto per colorare qualche giorno la meravigliosa cornice di Monte Sant'Angelo ma per aiutare la cultura popolare e rurale che ancora resiste a testimoniare indelebilmente la propria grande lezione di civiltà.

Sono certo che questo è lo spirito che anima i responsabili della festa, da molto prima che scriva queste righe. Nell'augurare buon lavoro, posso soltanto aggiungere -- con il consueto pragmatismo che contraddistingue il mio orientamento ai risultati -- che mi piacerebbe tornare a vedere un po' di sano movimentismo ambientalista, quello che in molte altre occasioni è risultato capace di smuovere le coscienze.E quindi propongo che la festa sia motivo per Legambiente di presentare alle istituzioni locali del Gargano una sorta di protocollo di intesa contenente un unico microscopico impegno: attivare politiche premianti delle iniziative volte ad allungare la stagione turistica ed a consentire che una parte dell'economia che ne deriva possa andare a beneficio dell'entroterra, delle produzioni tipiche ed artigianali di qualità, sottraendo peso alla presunta "economia" del cemento. Il Gargano, visto da Roma, da Milano o da Venezia, non ha bisogno di aumentare la ricettività per spremere di più i turisti nei mesi estivi, quanto di ammaliarli e vezzeggiarli in tutte le stagioni dell'anno con l'immenso patrimonio paesaggistico, naturalistico, culturale, tradizionale e persino spirituale di cui è scrigno.

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categorie: lettera, festambientesud