di Franco Salcuni, coordinatore Gargano di legambiente
e Vincenzo Renato, Presidente Legambiente Manfredonia
Era facile dire l’avevamo detto. Legambiente era tra quelli che, di fronte all’ipotesi di reindustrializzazione a Manfredonia, abbiamo opposto una serie di dubbi pesanti.
"E' solo l'ennesimo spaventoso incidente su quella strada che da Foggia fino a Mattinata miete ogni anno decine di vittime, dice Franco Salcuni, coordinatore territoriale di Legambiente sul Gargano. E' una strada insicura e fatta male, con dei tratti killer sui quali occorre intervenire con rapidità".
Un angolo di paradiso perduto a due passi dal lago di Lesina
[video 1 / video 2 / DOSSIER INCENDI di Nuova Ecologia]
di ALESSANDRO PIVA (Regista, da Repubblica Bari di oggi)
È STRANO il modo in cui ci innamoriamo di un luogo. A volte perché te ne parla un amico che ti ci predispone, oppure perché ti ci sei fermato durante un viaggio. Altre volte perché ci sei nato o cresciuto. Ma la località di cui parlerò l´ho vista per la prima volta dall´alto, precisamente dal finestrino di un aereo, e prima non sapevo nemmeno che esistesse.
Ero su un volo di linea Venezia-Brindisi e, insolitamente per me che preferisco la comodità del corridoio alla curiosità del finestrino, avevo scelto il finestrino lato destro. Volevo provare a riconoscere i vari centri costieri pugliesi, in quella lunga e morbida discesa che l´aereo compie prima dell´atterraggio. Era un ferragosto di un paio di anni fa e la costa adriatica risaltava con un ininterrotto brulicare di puntini colorati. Potevo immaginare sotto di me una processione sudaticcia di pelli lucide di creme, castelli di sabbia, ombrelloni, ciabatte.
A un certo punto ho notato una striscia bianca, priva di formichine. Immacolata. A incorniciare questa terra così speciale c´era un bel mare azzurro da una parte, uno specchio d´acqua dolce dall´altra. Ho fatto due più due: l´aereo sorvolava il lago di Lesina. Poco oltre il lago di Varano, quindi l´imponente promontorio del Gargano.
Qualche tempo dopo sono riuscito a tornarci e stavolta, come dire, coi piedi per terra, grazie all´aiuto di Concetta De Nucci, per gli amici Titti, una psicologa che abita da quelle parti e che mi ha fatto volentieri da guida quando ha appreso della mia curiosità per quello che gli abitanti della zona chiamano "l´istmo". In effetti è questa una landa incorniciata dall´acqua, il mare e il lago innanzitutto, ma anche i canali di Acquarotta e Schiappàro a delimitarlo in lunghezza. Questo primo approccio a Bosco Isola, così si chiama la località, è avvenuto in inverno: non si udiva nemmeno il batter d´ali di una farfalla. A parte un curioso suono, come di tamburi tribali. Dopo una prima incertezza ci siamo avventurati nella boscaglia. Siamo arrivati in una radura, dove un giovanotto aveva montato - nel bel mezzo del nulla! - una batteria con cui si esercitava a suonare accompagnato dallo stereo della sua auto, il volume sparato al massimo. Per non dare fastidio a nessuno era venuto lì a provare lo strumento appena comprato. Non solo non ha dato fastidio ma ci ha regalato un momento suggestivo e divertente.
All´inizio dell´estate ho avuto modo di tornare a Bosco Isola, stavolta coi miei due pargoli. Dopo un piccolo safari con un´auto abbastanza alta da sopportare le buche e che ha tanto fatto divertire Augusto e Leone, siamo arrivati a destinazione. Abbiamo lasciato la macchina e abbiamo affrontato la meravigliosa macchia mediterranea che separa il mare dal lago, fiori e arbusti mai visti. Attraversate le ultime maestose dune ci siamo ritrovati su una vasta lingua di sabbia finissima. Una sensazione assoluta di libertà e solitudine.
Il mare delle Tremiti di fronte a noi, a poche decine di metri il suono di campanacci di un´indisturbata mandria di vacche, le cosiddette podoliche - libere al pascolo proprio sulle dune - e più a sud la ruggine di un mercantile arenato sulla sabbia un paio di decenni fa. È stato il primo bagno della stagione. I miei figli hanno giocato per ore dimenticando per una volta i cartoni animati e tutto il resto, in un´atmosfera distante anni luce dal mondo civilizzato. Che per inciso non ci mancava per niente.
Ecco l´impressione che ancora aleggia nella mia testa. Uno tra i pochissimi scorci della nostra regione rimasti sostanzialmente intatti per un tratto di costa non residuale. Vivo e vitale anche senza gli uomini e il loro brusio. Un pezzo di Puglia che non si scorda facilmente, per nostra fortuna dichiarato Parco nazionale prima che qualcuno vi allungasse sopra le mani. Che resti così per sempre, è chiedere troppo?
* * *
Avevo scritto queste righe circa un mese fa. Ora non oso tornare a Bosco Isola. È passato così poco tempo ma già tutto è cambiato. Un incendio quasi certamente doloso ha devastato un´importante porzione di macchia, e i lavori di smantellamento del mercantile arenato sulla spiaggia, evidentemente condotti con scarsa perizia, hanno procurato danni evidenti alle acque e alla battigia circostanti. Me ne rendo conto grazie alle denuncie pubblicate sulla rete. Fatta una breve ricerca ho anche trovato i documenti filmati da un meritorio ambientalista locale. Ho cliccato sull´indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=ydLqvFSTZ94 e con sgomento ho visto scorrere un paesaggio lunare dove prima c´erano meravigliose varietà boschive; in prossimità della nave sventrata, il mare aggredito da una melma come di catrame. Evidentemente chiedere di preservare il nostro territorio, soprattutto in certe zone, è davvero chiedere troppo.
(info@piva.it)
FestambienteSud ha curato il cartellone teatrale di Festambiente di Grosseto, che chiude oggi. Grande successo per tre opere due delle quali avevano debuttato a Monte Sant'Angelo nell'ambito del Teatro Civile Festival.
Particolare apprezzamento ha riscosso Alessandro Langiu con "Anagrafe Lovecchio", monologo musicale che racconta la storia di Nicola Lovecchio, operaio dell'Enichem di Manfredonia, morto di arsenico a seguito dell'incidente del 1976.
Anagrafe Lovecchio è coprodotto da Legambiente FestambienteSud. "la storia di Lovecchio ha appena iniziato il suo tour, riscuotendo grande apprezzamento - afferma Franco Salcuni, ideatore del Teatro civile festival di festambienteSud -. Il lavoro di Langiu restituisce il profilo psicologico e i meriti di un personaggio che prima di morire ha dato a tutti una lezione di coraggio e di coscienza civile. Porteremo Anagrafe Lovecchio in giro per i teatri italiani per raccontare una pezzo della nostra stroria, nella speranza che gli errori non si ripetano".
Legambiente è parte civile al processo che si sta celebrando a carico degli ex dirigenti dell'enichem di Manfredonia e che entro l'anno dovrebbe produrre la sentenza di primo grado. L'avvio del procedimento processuale è stato possibile grazie alla caparbietà e alle ricerche di Nicola Lovecchio, prima che il cancro gli togliesse l'ultimo respiro.
Legambiente Gargano, 3494597927
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