In arrivo un nuovo ecomostro all'ingresso di Monte Sant'Angelo - Abbattere subito le sopraelevazioni sulle case a schiera - Legambiente lancia l'allarme e chiede il blocco totale ed immediato di ogni tipo di lavori in edilizia in attesa di fare chiarezza su alcune vicende
Il comune ha autorizzato la costruzione di una stazione di carburanti nel vuoto di una scarpata all'ingresso di Monte Sant'Angelo. Per edificare l'impianto si deve creare un terrapieno di proporzioni mostruose, con un impatto paesaggistico devastante. E' l'ultimo di una serie infinita di episodi che stanno letteralmente saccheggiando la cittadina che la leggenda vuole fondata dall'Arcangelo Michele. Su quell'area Legambiente aveva proposto di realizzare interventi di restauro del paesaggio per accogliere i visitatori con un biglietto da visita di qualità. Evidentemente l'amministrazione comunale crede che sia più idoneo accogliere la gente con un ecomostro
Scempiate le case a schiera che rappresentano l'immagine del Gargano più nota al mondo, con un aumento di cubatura che risulta incomprensibile. Quelle soprelevazioni del quartiere Carmine dovrebbero essere abbattute in base ad un provvedimento urbanistico emesso dallo stesso comune di Monte Sant'Angelo che, invece di acquisire gli immobili ed abbatterli, ha invece autorizzato l'aumento di cubature su una soprelevazione esistente.
Scempi anche in agro di Macchia, dove gli uffici comunali hanno autorizzato la costruzione di palazzine a due piani dove il Piano Regolatore prevede la realizzazione di unità abitative più basse degli alberi d'olivo. Nella piana sono state inoltre autorizzate attività artigianali in area non idonea. Legambiente ricorda che per le attività produttive il comune di Monte Sant'Angelo, nel cui territorio ricade la zona industriale ex enichem, si è dotato anche di un'ampia zona artigianale in adiacenza dell'abitato montano che, con questo modo di procedere, perderà di significato e resterà vuota. A danno del resto del territorio che invece sarà devastato.
E poi i lavori sconsiderati nel centro storico, dove stanno scomparendo i tetti in coppi e i caratteristici fumaioli. E dove non si perde l'abitudine di costruire nelle aree di interesse paesaggistico e monumentale. L'eremo di Sant'Aniello rischia di diventare una rimessa di automobili e si prevede un ulteriore e sconsiderato ampliamento di un ristorante, già costruito ed operante in uno dei caratteristici orti periurbani situati davanti alle mura cittadine ed al trecentesco convento di San Francesco, voluto dagli Angioini di Napoli.
Per discutere di queste e di altre cose il circolo Legambiente di Monte Sant'Angelo ha chiesto un incontro urgente al sindaco Antonio Nigri e ai responsabili degli uffici tecnici del comune, per chiedere chiarimenti e documentazione. Legambiente chiede, ancora una volta, il blocco totale delle attività autorizzative e dei lavori controversi. Non esclude il ricorso alle vie giudiziarie nel caso in cui riterrà di rinvenire irregolarità nella gestione delle iniziative edilizie di Monte Sant'Angelo.
Legambiente "Gli Amici del Parco" di Monte Sant'Angelo