Errate operazioni di smontaggio hanno provocato lo sversamento di acque di sentina dalla nave Eden V arenata sulla spiaggia di Lesina. Le acque, che contengono sostenze pericolose, hanno invaso un tratto di spiaggia e di mare. "Sarebbe stato necessario applicare le normali norme protocollari per evitare il danno. Tutte le navi contengono acque di sentina, la cui fuoriuscita provova danni ambientali", dichiara Franco Salcuni, coordinatore di Legambiente Gargano. "La prassi nella demolizione prevede la messa in opera di procedure di precauzione che in questo caso evidentemente non sono state ossenvate". Al danno si aggiungerebbe la beffa se risulta vera la voce che la ditta che sta realkizzando lo smontaggio, invece che asportare le parti di spiaggia contaminate, avesse tentato di occultarle, ricoprendole con sabbia pulita. Legambiente chiede chiarimenti alle autorità e l'accertamento delle responsabilità a riguardo dell'accaduto.
Il 5° Circolo Didattico “San Lorenzo Maiorano” ha aderito alla proposta operativa pervenuta da parte di Legambiente in collaborazione con il M.P.I., denominata Nontiscordardimè – operazione scuole pulite.
LEGAMBIENTE: “SALVIAMO LA PINETA DI SAN PIO” – IL COMUNE: “I PRIVATI DOVRANNO COSTRUIRE TENENDO PRESENTE L’OROGRAFIA DEI LUOGHI E L’AREA SACRA INTERNAZIONALE” – UN AFFARE DA DIVERSI MILIONI DI EURO – L’AREA VERDE DA SEMPRE PUBBLICA, OGGI E’ PRIVATA – MA I DOCUMENTI DI PROPRIETA’ SONO REGOLARI?
di Angelo Del Vecchio da www.garganopress.it
SAN GIOVANNI ROTONDO. Scoppia di nuovo il caso della “Pineta di Padre Pio” a San Giovanni Rotondo. A tirarlo nuovamente dal cassetto del dimenticatoio collettivo è Alessandro Rendina, presidente del circolo “Lo Sperone” di Legambiente di San Giovanni Rotondo, che nei giorni scorsi ha diffuso un duro documento sulla questione, chiedendo al Comune di fermare l’ennesima cementificazione di massa. “Dopo qualche anno siamo costretti ad intervenire ancora sulla pineta adiacente alla zona sacra. Il consiglio comunale ha deciso: i 4,8 ettari di pineta sono dei privati – spiega Rendina - non vogliamo entrare nel merito della questione legale, che ovviamente è complicata e piena di contraddizioni, ci preme sottolineare tuttavia come questa decisione dell’Amministrazione Pubblica arriva alla vigilia della redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale. Un caso? Noi crediamo di no, questa è l’ennesima dimostrazione di come il nostro territorio viene violentato e cementificato in nome degli affari o presunti tali”. E non è tutto, Rendina calca la mano più avanti, ricordando che “per interessi di pochi si distrugge e si costruisce con la benedizione della politica”.
MONTE SANT’ANGELO – Sfiduciare la Comunità del Parco, revocare i componenti del Consiglio direttivo e mandare a casa anzitempo il presidente dell’Ente Parco. Sono questi gli obiettivi che si sono prefissati gli amministratori di centro sinistra dei vari comuni garganici alla vigilia della riunione della Comunità del Parco che sarà convocata a breve per discutere ed eventualmente approvare il nuovo regolamento della Comunità del Parco, attualmente presieduta dal sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli. 
Il corretto inserimento degli impianti. La necessità e l’utilità di parchi eolici nel nostro territorio. Le altre possibilità per produrre energia pulita.
Biblioteca comunale “Michele Lecce”
Sabato 27 gennaio Ore 18.30
San Giovanni Rotondo (Fg)
Intervengono:
Francesco Tarantini Presidente regionale Legambiente
Franco Salcuni coordinatore Gargano Legambiente
Gennaro Tedesco Legambiente San Giovanni Rotondo
Michelangelo Lombardi Sindaco di San Marco in Lamis
Donato Mangiacotti Ass. Ambiente San Giovanni Rotondo
Giuseppe Siena Ass. Energie Alternative
introduce: Alessandro Rendina Presidente Legambiente San Giovanni Rotondo
Quello che fino a qualche giorno fa era solo un sospetto ora ha ricevuto autorevole conferma per bocca di Aldo Cosentino, direttore generale del Servizio Conservazione della Natura del Ministero dell'Ambiente, che in un articolo comparso oggi su Repubblica Bari (che riportiamo sotto) afferma "Noi abbiamo spiegato ai dirigenti del parco che c´erano dei fondi da mettere a disposizione per gli abbattimenti, loro ci hanno risposto che ci avrebbero consegnato un piano delle demolizioni. A tutt´oggi, a distanza di mesi, non è mai arrivato e noi ci siamo ben guardati dal mandare i soldi".
Ai ritardi per spendere i fondi già nelle casse dell'ente si aggiunge anche l'immobilismo del Parco per ottenere nuovi fondi per gli abbattimenti. Ogni volta che al Presidente Gatta si chiede quando farà gli abbattimenti egli, da quasi tre anni, risponde che sono imminenti. Poi però lo troviamo a Torre Mileto in atteggiamento populistico a spiegare all'opinione pubblica nazionale, ai microfoni della trasmissione Ambiente Italia, che fare gli abbattimenti è un inutile spreco di denaro pubblico e un danno alle tasche dei cittadini.