venerdì, 09 marzo 2007

Porto turistico a Rodi Garganico

bannerTesseramento180x150Per rispondere ad illazioni giornalistiche che attribuiscono a Legambiente una posizione assolutamente contraria alla relizzazione del porto turistico di Rodi Garganico, teniamo a fare una doverosa precisazione. In merito alla portualità turistica sul Gargano la posizione di Legambiente è sempre stata chiara: Si ai porti nei comuni costieri. No a porti troppo vicini tra loro. No a porti sovradimensionati. Sulla base di queste scelte di fondo Legambiente ritiene assolutamente legittima la creazione di una rete di portualità turistica sul Gargano che veda protagoniste le città costiere (fatta eccezione per Manfredonia, dove la presenza di numerose infrastrutture e progetti di nuovi porti, impone una diversa riflessione). Nulla osta, pertanto, alla realizzazione di una infrastruttura portuale a Rodi Garganico, che dal porto turistico potrà ricevere solo benefici. Legambiente nei giorni scorsi ha solo chiesto all'amministrazione comunale di Rodi Garganico di escludere la possibilità di aumentare i porti barca in corso d'opera, dopo che tutte le autorizzazioni e le valutazioni d'impatto dell'opera sono state operate tenendo a parametro 350 posti barca. In caso di aumento in corso d'opera dei posti barca si renderebbe necessaria una valutazione d'impatto ambientale anche nel caso in cui non si aumentassero le cubature dell'infrastruttura. Questo Legambiente ha detto. Il resto è frutto di invensioni giornalistiche.
 
Franco Salcuni, coordinatore di Legambiente Gargano

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categorie: comunicati, porti
venerdì, 02 febbraio 2007

Legambiente su porto industriale di Manfredonia

porto turistico e porto Acqua di CristoLegambiente, esprimendosi in merito al futuro del porto industriale di Manfredonia, di cui si è discusso ieri in una conferenza di servizi convocata dalla Provincia di Foggia, ritiene sia opportuno accelerare la redazione di un buon progetto di recupero dell'infrastruttura, strategica per le dinamiche economiche del territorio. Non prima però di aver operato delle scelte chiare sul futuro della portualità industriale e commerciale a servizio dell'intera Capitanata. "Condividiamo la proposta di Campo di pensare ad un porto non imbrigliato in relazioni con singoli progetti industriali. Un'infrastruttura deve essere a servizio dell'intero territorio, flessibile e attrezzata per un utilizzo il più largo possibile, condizione unica per assicurare un futuro al porto" dichiara Franco Salcuni, che aggiunge: "La mancanza di indirizzo politico per l'area retroportuale sta provocando molti danni al territorio, poichè nelle more che si decida il destino del porto le amministrazioni comunali prendono decisioni che possono rivelarsi non compatibili con lo sviluppo della portualità industriale.

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